A.L.I. – Analisi comparative, Linee guida e azioni di diffusione per favorire l‘Inserimento sociale e lavorativo di giovani e adulti con diversi svantaggi

Programma UE di riferimento
Iniziativa Comunitaria Equal II Fase, Misura ― Occupabilità, Tema ― Reti sociali e istituzionali

Durata
novembre 2006 – febbraio 2008

Coordinatore

Plan soc.coop.p.a.r.l.
Via Indipendenza 70
4012 Bologna (Italia)
Tel: 051 4211985
Referente: Cesare Bentivogli

Partners
Le partnership di Sviluppo aderenti alla cordata:

• Progetto SAN GIUSEPPE (www.equalsangiuseppe.it)
• Progetto D-LEARNING (www.equal-dlearning.it)
• Progetto Equal GOAL (www.equal-goal.net)
• Progetto OpportunitY (www.equalopportunity)
• Progetto E E-NET GAME (www.enetgame.net)
• Progetto PENTOS (www.equalpentos.org)
• Progetto Distretti formativi e produttivi Nord Sardegna
(www.distrettiformativi.net)
• Progetto PARI (www.progettoformazione.org)
• Progetto LE VIE DEL TRENO (www.leviedeltreno.it)

Soggetto capofila della cordata A.L.I.:

• PLAN Soc. Coop. (Progetto ET-Esperienze di transizione – www.equal-et.net)

Descrizione

Il Progetto A.L.I. – Analisi comparative, Linee guida e azioni di diffusione per favorire l‘Inserimento sociale e lavorativo di giovani e adulti con diversi svantaggi – è realizzato da una cordata formata da 10 Partnership di Sviluppo ed è stato attivato nell‘ambito dell‘Iniziativa Comunitaria Equal II Fase, Misura ― Occupabilità, Tema ― Reti sociali e istituzionali.

Il Progetto A.L.I. si pone l‘obiettivo di individuare punti di forza e di debolezza delle esperienze di rete all‘interno delle PS partner, al fine di predisporre delle linee guida sulle migliori forme di integrazione nella lotta allo svantaggio nell‘inserimento lavorativo. Gli obiettivi generali del progetto hanno ripreso almeno 2 degli obiettivi indicati nell‘Avviso 01/2006 del 10/04/2006 e precisamente: trasporre i modelli di successo nei centri decisionali dei sistemi di riferimento (processi di programmazione 2007-13 dei fondi strutturali e policy-making) soddisfare e/o indurre la domanda di nuovi modelli e strategie di lotta all‘esclusione sociolavorativa da parte dei decisori politici e del mercato del lavoro italiano.

Per fornire quindi ai policy maker elementi per la sostenibilità di iniziative di vario genere valide per favorire l‘inserimento sociale e lavorativo di giovani e adulti con diversi svantaggi, i progetti hanno dimostrato che sono necessarie: reti e, in genere, azioni di integrazione e collaborazione fra i diversi soggetti deputati: CIP, servizi sociali, enti di formazione, scuole, cooperative sociali, sistema delle imprese, enti pubblici, servizi sanitari; modalità diverse dalle tradizionali per approcciare le azioni di inserimento: non bastano i corsi di formazione; non bastano gli sportelli informativi e di orientamento; non bastano gli assistenti sociali. Ci vuole una rete fra gli stessi e adeguate modalità (e risorse) per agire.

Pertanto sono beneficiari del nostro lavoro tutti i sistemi e gli attori interessati a rendere più stabili, nelle diverse realtà territoriali, le soluzioni e le pratiche di rete, a sostegno di soggetti a rischio di emarginazione sociale e di esclusione dal mercato del lavoro.

Le diverse esperienze e le migliori pratiche, così come le teorizzazioni sui temi organizzativi riguardanti le reti, hanno dimostrato che non è sufficiente creare opportunità di collaborazione, ma che sono necessari dispositivi organizzativi adeguati per garantire stabilità e sostenibilità delle stesse: regole chiare e vincolanti; modalità operative strutturate; protocolli d‘intesa; chiara definizione delle responsabilità e dei diritti/doveri di ciascuno; ecc. Ma al contempo sono altresì necessari climi e contesti appropriati (modelli culturali condivisi, processi comunicativi efficaci, mondi vitali e sistemi relazionali favorevoli).

Una parte di particolare interesse hanno assunto, nel nostro studio, le analisi dei costi e delle economicità ottenibili dall‘attività di rete e le iniziative di coinvolgimento dei soggetti privati e del mondo delle imprese. La fase di analisi comparativa prevista dal Progetto A.L.I. è consistita nel confronto fra le diverse modalità adottate nei progetti, nelle esperienze e nei saperi dei partner della cordata, per affrontare il problema condiviso della carenza di un sistema a rete stabile e per identificare strategie e linee di azione da proporre ai policy maker.

A questo fine è stato proposto un impianto metodologico di analisi e di benchmarking, per l‘individuazione delle linee guida di sviluppo delle reti, rivolto in particolar modo ai policy maker. Ai ricercatori delle organizzazioni partner è stato così fornito uno schema di riferimento comune per rendere possibile l‘analisi ed il confronto delle esperienze. In tale modo ogni partner ha potuto raccogliere i dati relativi alla propria esperienza in modo funzionale al risultato finale atteso dal progetto. L‘impianto è quindi stato concepito per perseguire una duplice finalità: fornire ai ricercatori di ciascun organismo partner l‘impostazione metodologica e strumentale per l‘analisi della propria esperienza, sulla base di uno schema standard e funzionale ai risultati attesi fornire al Gruppo di pilotaggio del progetto gli standard metodologici su cui verificare – ex ante, in itinere ed ex post – il perseguimento dei risultati attesi. Le analisi realizzate dai partner, secondo lo schema comune, all‘interno delle loro esperienze progettuali di Equal hanno reso possibile la comparazione proprio di quegli elementi che maggiormente caratterizzano il focus del benchmarking, cioè il funzionamento delle reti, sia in termini di efficienza, che di efficacia.

Le analisi condotte hanno permesso di evidenziare i principali snodi su cui porre maggiore attenzione per la progettazione e lo sviluppo di reti efficaci:

• La definizione della mission e della configurazione organizzativa delle reti
• L‘individuazione dei nodi strategici per il buon funzionamento delle reti
• L‘anamnesi del capitale sociale e la sua valorizzazione nello sviluppo delle reti
• La selezione, la cooptazione e la cooperazione delle imprese nelle reti sociali
• La valutazione dell‘economicità e del rapporto costi/benefici delle reti

Le analisi realizzate dai partner hanno reso possibile anche la definizione di linee guida. Le Linee guida per i policy maker sono una diretta conseguenza del benchmarking, grazie ai risultati conoscitivi emersi, e si sostanziano in un elenco di suggerimenti e di indicazioni strategiche per progettare e sviluppare reti e sistemi di governance efficaci su base territoriale, socialmente orientati.