Scadenza: 13 aprile 2026
Archiviato

Programma/Ente di finanziamento

Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)

Dotazione Complessiva
€ 15.150.000
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Bando scaduto
Livello difficoltà bando
Difficile

Finalità

L’avviso finanzia interventi di emergenza per rafforzare la risposta umanitaria in Etiopia, mitigando gli effetti di conflitti, shock climatici (siccità, inondazioni, eventi estremi) e crisi umanitarie complesse. L’obiettivo è migliorare le condizioni di vita delle popolazioni vulnerabili (sfollati interni, rifugiati, returnees, comunità ospitanti), rafforzare l’accesso ai servizi essenziali (sanità, acqua, cibo, istruzione, protezione) e contribuire al nesso umanitario–sviluppo–pace nelle diverse regioni del Paese.

Interventi ammissibili

Sono ammissibili progetti di aiuto umanitario da realizzare in Etiopia, all’interno di una o più delle tre macro–componenti geografiche dell’iniziativa:

  • Componente 1 – Risposta ai bisogni determinati dal conflitto nel Nord dell’Etiopia (regioni Tigray, Afar, Amhara);

  • Componente 2 – Risposta alla crisi complessa sudsudanese e sudanese e allo sfollamento (regioni Gambella e Benishangul Gumuz);

  • Componente 3 – Risposta a fenomeni climatici estremi (regioni Oromia, Somali, South West e South Ethiopia, Central, Sidama).

I progetti devono intervenire in uno o più dei seguenti settori prioritari (con attività di tipo esemplificativo, non esaustivo):

  • Salute e nutrizione: rafforzamento dei servizi sanitari di base e di emergenza, salute materno–infantile, salute sessuale e riproduttiva, prevenzione e cura delle malattie infettive, prevenzione e trattamento della malnutrizione, supporto a strutture sanitarie e cliniche mobili.

  • Acqua, igiene, ambiente, gestione risorse naturali e cambiamento climatico (WaSH): riabilitazione e costruzione di punti acqua e schemi idrici, servizi igienici comunitari e di emergenza, gestione sostenibile delle acque reflue e dei rifiuti, miglioramento dei servizi WaSH in scuole e strutture sanitarie, comitati di gestione idrica con forte partecipazione femminile e di persone con disabilità.

  • Agricoltura e sicurezza alimentare: assistenza alimentare (anche cash-based), distribuzione di input agricoli e pastorali, sostegno alle produzioni resilienti ai cambiamenti climatici, supporto ai mezzi di sussistenza agricoli e pastorali, sistemi di irrigazione e raccolta acqua piovana, formazione tecnica (in particolare per giovani e donne).

  • Prima emergenza, distribuzioni e trasporti: distribuzione di beni di prima necessità e dignity kit, shelter di emergenza e shelter kit, distribuzione di farmaci e dispositivi medici essenziali, schemi di cash per bisogni primari o per l’accesso all’alloggio.

  • Riduzione del rischio di catastrofi (DRR): analisi del rischio e mappature, sistemi di allerta precoce, piani di contingenza locali, attività di mitigazione del rischio, interventi di protezione sociale “shock responsive”.

  • Educazione in emergenza: spazi di apprendimento temporanei, riabilitazione di scuole danneggiate con attenzione a sicurezza e accessibilità, distribuzione di materiale scolastico, formazione degli insegnanti, supporto a educazione formale e informale inclusiva per bambini e bambine, con particolare attenzione alla disabilità.

  • Parità di genere: promozione dei diritti di donne e ragazze, attività generatrici di reddito, supporto legale, sostegno a organizzazioni di donne, azioni di empowerment e partecipazione ai processi decisionali e di pace.

  • Protezione: meccanismi di protezione per fasce vulnerabili, supporto psicosociale e salute mentale, servizi di protezione per minori (inclusi minori non accompagnati), contrasto alla violenza di genere, inclusione delle persone con disabilità, sensibilizzazione sui rischi legati a ordigni inesplosi, rafforzamento dei sistemi di safeguarding e PSEAH.

Gli interventi devono concentrarsi in aree con livelli di emergenza elevati e forte presenza di sfollati, evitare duplicazioni con altri attori umanitari e garantire coordinamento, inclusione di genere e di persone con disabilità. La durata massima dei progetti è di 21 mesi.

Chi può partecipare

Possono presentare proposta progettuale esclusivamente soggetti non profit, nei seguenti casi:

  • Soggetti non profit iscritti all’elenco AICS (ai sensi della normativa sulla cooperazione allo sviluppo), in possesso di: esperienza specifica e comprovata in aiuto umanitario e nei settori di intervento della Call, capacità di operare in loco, regolarità fiscale, contributiva e assicurativa, assenza di debiti verso MAECI/AICS o altri donatori per contributi revocati, assenza di gravi negligenze pregresse e di iscrizioni in liste di soggetti sottoposti a misure restrittive;

  • Soggetti non profit senza sede operativa in Italia e non iscritti all’elenco AICS (ONG locali o internazionali), che dispongano di un accordo di collaborazione preesistente e tuttora valido con un soggetto iscritto all’elenco AICS; anche questi soggetti devono avere esperienza specifica in aiuto umanitario, capacità operativa in loco, regolarità rispetto alla normativa del proprio Paese, assenza di debiti e di comportamenti gravemente negligenti, e non risultare in elenchi di soggetti sanzionati.

È possibile presentare progetti singolarmente o in Associazione Temporanea di Scopo (ATS) tra più soggetti non profit. Ciascun soggetto non profit può presentare complessivamente 2 proposte: una come proponente (singolo o mandatario di ATS) e una come mandante di ATS.

Entità del contributo

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 11.000.000 Euro.

Di questi, fino a 10.400.000 Euro sono destinati al finanziamento di progetti presentati da soggetti non profit attraverso la Call, mentre la quota residua copre costi di gestione dell’iniziativa, gestione diretta e monitoraggio di terze parti. In particolare:

  • Componente 1 – Nord Etiopia (Tigray, Afar, Amhara): 5.200.000 Euro;

  • Componente 2 – Crisi Sud Sudan/Sudan e sfollamento (Gambella, Benishangul Gumuz): 1.500.000 Euro;

  • Componente 3 – Fenomeni climatici estremi (Oromia, Somali, South West e South Ethiopia, Central, Sidama): 3.700.000 Euro;

  • Costi di gestione: 350.000 Euro;

  • Gestione diretta: 50.000 Euro;

  • Monitoraggio terze parti: 200.000 Euro.

Il contributo è erogato a fondo perduto.
Per ciascun progetto valgono i seguenti massimali, comuni a tutte le componenti:

  • Finanziamento massimo per progetti presentati da un solo soggetto non profit: 700.000 Euro;

  • Finanziamento massimo per progetti presentati congiuntamente da due o più soggetti non profit in ATS: 1.500.000 Euro.

Il bando non indica una spesa minima ammissibile né un importo minimo di contributo per progetto. Non è previsto un obbligo di cofinanziamento in una percentuale minima fissa, ma:

  • la presenza di cofinanziamenti (propri o da terzi) è espressamente considerata un elemento positivo in fase di valutazione;

  • le eventuali risorse aggiuntive (da altri progetti o finanziatori) devono essere coerenti con strategia, obiettivi e risultati della proposta e vanno riportate e descritte nel piano finanziario e nella proposta progettuale;

  • la somma delle macro–voci di spesa B, C ed E del piano finanziario deve rimanere entro il 25% del solo contributo richiesto ad AICS.

Link e Documenti

Pagina web per formulari e documenti

Bando

Si consiglia di consultare regolarmente il sito web ufficiale del bando per gli aggiornamenti e le informazioni addizionali.

Consigli degli esperti

Presta attenzione ai criteri di valutazione adottati dall’Ente per valutare le proposte progettuali. La lettura preliminare dei criteri ti aiuterà a capire se il tuo progetto possiede le caratteristiche per aggiudicarsi il contributo e quali aspetti tenere maggiormente in considerazione ai fini dell'attribuzione del punteggio (Cfr. par. 8.5 e allegato A3 del bando).

Eventuali richieste di chiarimento devono essere trasmesse all’indirizzo di posta elettronica certificata (addisabeba@pec.aics.gov.it) di cui al punto 8.1 entro il 16/03/2026 dandone altresì comunicazione, con separata e-mail, all’indirizzo: segreteria.addisabeba@aics.gov.it. Le FAQ (Frequently Asked Question) con le relative risposte saranno pubblicate sul sito dell’AICS (link PAT) entro il 20/03/2026

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