Finalità
Il "Bando Lavori in (per)corso" della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì mira a creare un "laboratorio di comunità" per sviluppare nuove reti territoriali e approcci innovativi, rispondendo alle esigenze di persone fragili, come disoccupati, inoccupati, NEET e persone con disabilità. L'obiettivo è promuovere l'attivazione personale, l'inclusione sociale e l'integrazione lavorativa, attraverso percorsi personalizzati che favoriscano la partecipazione alla vita comunitaria.
Interventi ammissibili
Le proposte progettuali potranno prevedere – nel loro complesso – azioni e attività di varia natura (ad esempio: accompagnamento, orientamento e tutoraggio; formazione e qualificazione professionale, sia dei beneficiari che degli operatori impiegati nel progetto; capacity building dell’ente proponente e della rete) così come per i percorsi di attivazione dei beneficiari potranno essere utilizzati diversi strumenti (quali, ad esempio, stage/tirocini, borse lavoro, apprendistato, contratti a tempo determinato o indeterminato), con modalità e tempistiche da definire in relazione al profilo della persona beneficiaria.
Si precisa che i progetti dovranno comunque essere realizzati in un arco temporale massimo di 24 mesi.
Pur non determinando a priori strategie e azioni che devono risultare oggetto della proposta progettuale, è tuttavia possibile indicare alcuni elementi da includere nella sua articolazione e descrizione:
- Beneficiari degli interventi. Come già accennato, attraverso questo Bando la Fondazione intende promuovere e attivare un “laboratorio di comunità” rivolto a persone fragili, o a rischio di fragilità, giovani e meno giovani, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale. La continua evoluzione – unita a una perdurante incertezza rispetto alle prospettive – del mercato del lavoro rischia infatti di isolare ancor di più le persone disoccupate da tempo, in uscita dal percorso scolastico o con un basso livello di istruzione, non seguite da reti o servizi (formali o informali) di inclusione e occupazione. Risulta dunque cruciale, in particolare rispetto a queste “zone grigie”, sperimentare strumenti e modalità di emersione, intercettazione e coinvolgimento, basati su una progettazione attentamente dimensionata sulla storia personale, che risulti al contempo tempestiva al fine di misurare la complessità del percorso e le esigenze educative e formative. Si precisa che i beneficiari degli interventi – individuati a cura dell’ente proponente o della rete progettuale – dovranno risultare residenti e/o domiciliati nel territorio di intervento della Fondazione di cui all’articolo 1, comma 3 dello Statuto.
- Operatori e gruppo di lavoro. Le figure professionali, siano esse definibili come operatori, tutor, formatori, educatori, costituiscono l’ossatura sulla quale poggiano azioni, strategie e percorsi della proposta progettuale: è la loro funzione di supporto e accompagnamento – anche attraverso la conoscenza della storia personale del beneficiario, delle sue competenze professionali, relazionali ed emotive – a costituire molto spesso il fattore chiave nel positivo esito del percorso. Ma non si tratta solo di mettere in atto buone prassi, potenziare e perfezionare azioni ed interventi frutto di positive esperienze precedenti: è necessario infatti lavorare anche per scommettere – a partire da un’attenta analisi del contesto e dei bisogni – su nuove strategie, attività e percorsi. Per questo si invitano sin d’ora gli enti proponenti ad indicare il gruppo di lavoro che si occuperà del progetto lungo tutto il suo svolgimento: l’obiettivo è quello di mettere in campo un lavoro di “lavoro di comunità”, improntato alla collaborazione e alla contaminazione.
- Alleanze e reti. Analogamente a quanto evidenziato per gli operatori, attraverso questo Bando si intende stimolare l’elaborazione di proposte progettuali nelle quali possano nascere o consolidarsi reti territoriali, alleanze, il cui contributo collettivo possa portare all’elaborazione di strategie innovative e sinergiche. Il primo riferimento – in relazione alla natura e alla missione della Fondazione – è ovviamente agli enti del terzo settore, che possono svolgere un ruolo chiave su diversi piani: innanzitutto su quello della sperimentazione di approcci, strumenti, modalità di relazione e collaborazione, ma anche in termini di integrazione delle politiche pubbliche (ad esempio quelle finalizzate al contrasto della dispersione scolastica e formativa o all’occupabilità); inoltre, in relazione alle caratteristiche di capillarità e prossimità, risultano altrettanto importanti nel coinvolgimento della comunità in termini di conoscenza, diffusione e sensibilizzazione su questi temi. Terzo settore, servizi territoriali socio-sanitari e socio-assistenziali, enti di formazione ed enti/servizi preposti alle politiche occupazionali, mondo datoriale e imprenditoriale: l’auspicio è che le esperienze e le competenze maturate da ciascuno possano portare all’elaborazione di proposte progettuali condivise, capaci di valorizzare tutte le risorse del territorio, potenziando efficacia ed efficienza degli interventi.
- Formazione e qualificazione. Le strategie elaborate ed attuate in termini di formazione dei beneficiari sono di fondamentale importanza nella funzione di sostegno e accompagnamento svolta dagli operatori: l’analisi e l’individuazione dei bisogni in termini di competenze non solo professionali ma anche relazionali ed emotive, l’identificazione delle migliori strategie in termini di coinvolgimento, attivazione e motivazione, costituiscono elementi cruciali nella creazione di un percorso non solo finalizzato all’occupabilità e alla facilitazione dell’inserimento lavorativo, ma – in un’ottica di medio e lungo periodo – ad una maggiore autonomia. Analogamente, per gli operatori può risultare non solo opportuno ma anche decisivo per il buon esito del progetto approfondire, integrare le proprie conoscenze e competenze per poter trovare la migliore corrispondenza tra i beneficiari e il possibile contesto lavorativo, affinché l’inserimento non sia solo mirato ma anche condiviso e attuato in un’ottica di collaborazione complessiva tra i diversi attori sociali coinvolti.
- Comunicazione e coinvolgimento dei beneficiari. Di grande rilievo è infine l’aspetto della comunicazione, che deve risultare presente sin dalle prime fasi di elaborazione progettuale: azioni e strategie dovranno essere espresse e diffuse in maniera tale da essere recepite dai potenziali beneficiari in maniera efficace, da risultare non solo attrattive ma credibili, ponendo le basi – sin dalla prima fase di aggancio – per percorsi motivati e motivanti.
Entità del contributo
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 230.000 Euro. In considerazione del carattere sperimentale dell’iniziativa, non vengono stabiliti a priori né l’importo minimo/massimo del contributo eventualmente concedibile né la percentuale minima/massima del contributo eventualmente concedibile in relazione alla previsione complessiva di spesa. Si precisa tuttavia che sarà tenuta in debita considerazione, in sede di valutazione della proposta progettuale, la presenza di cofinanziamenti, non solo da parte dell’ente o della rete proponente, ma anche da parte di terzi, quale testimonianza del valore riconosciuto al progetto.
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