Scadenza: 6 luglio 2026
Archiviato

Programma/Ente di finanziamento

Ministero dell’Ambiente, della Sovranità Alimentare e delle Foreste

Dotazione Complessiva
€ 2.500.000
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Bando scaduto
Livello difficoltà bando
Intermedio

Finalità

Il bando disciplina l’assegnazione delle risorse destinate al Sottoprogramma ministeriale del Piano apistico nazionale per la campagna compresa tra il 1° luglio 2026 e il 30 giugno 2027.

L’intervento intende sostenere iniziative di rilevanza nazionale finalizzate a:

  • migliorare le competenze degli apicoltori e degli operatori del settore;
  • rafforzare i servizi di assistenza tecnica e consulenza;
  • tutelare la salute delle api e contrastare patologie, parassiti e altri fattori di stress;
  • favorire l’adattamento dell’apicoltura ai cambiamenti climatici;
  • migliorare la qualità e la valorizzazione commerciale del miele e degli altri prodotti dell’alveare;
  • promuovere attività di ricerca, innovazione e miglioramento genetico;
  • monitorare la produzione, i costi, la produttività e l’andamento del mercato apistico;
  • sensibilizzare i consumatori sulla qualità dei prodotti dell’apicoltura.

Interventi ammissibili

Sono ammesse al finanziamento le seguenti azioni.

Azione A.1 – Formazione, aggiornamento e scambio di buone pratiche:

  • corsi di aggiornamento e formazione rivolti ad apicoltori, imprese, enti, associazioni e relativi dipendenti pubblici e privati;
  • seminari e convegni tematici;
  • realizzazione di materiali promozionali e didattici;
  • iniziative per lo scambio delle migliori pratiche;
  • attività di networking e creazione di reti tra gli operatori del settore.

Azione A.2 – Assistenza tecnica e consulenza:

  • servizi di assistenza tecnica e consulenza rivolti agli apicoltori e alle organizzazioni apistiche;
  • predisposizione e diffusione di informazioni attraverso strumenti cartacei, siti internet e canali social;
  • interventi e dimostrazioni pratiche per l’applicazione dei mezzi di lotta contro patogeni, parassiti e altri fattori di rischio;
  • introduzione di pratiche di gestione adatte all’evoluzione delle condizioni climatiche;
  • azioni per la tutela e la conservazione della popolazione apistica nazionale;
  • iniziative di miglioramento genetico delle sottospecie autoctone;
  • sviluppo e diffusione di metodi di prevenzione e controllo dei fattori di stress che incidono sulla salute delle api.

Intervento E – Programmi di ricerca nel settore dell’apicoltura:

  • miglioramento genetico, tutela e conservazione di Apis mellifera ligustica, Apis mellifera siciliana e delle altre popolazioni autoctone tipiche o delle zone di confine;
  • miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni;
  • miglioramento della salubrità degli alveari;
  • contrasto alle malattie e agli organismi aggressori;
  • incremento della capacità di resistenza delle api agli effetti dei cambiamenti climatici;
  • creazione e rafforzamento di reti di monitoraggio sullo stato di salute degli alveari e sulla presenza di inquinanti o sostanze potenzialmente tossiche.

Le attività di ricerca devono rispondere a fabbisogni espressi dal settore produttivo ed essere accompagnate da documentazione attestante la condivisione degli obiettivi con una o più forme associate del settore apistico.

Sono considerate prioritarie anche le attività riguardanti:

  • l’aumento del potenziale nettarifero di colture importanti per la produzione di miele, quali girasole, colza ed erba medica;
  • gli effetti sulle api dell’esposizione a prodotti fitosanitari e ad altri fattori di stress agricoli e ambientali;
  • la definizione e diffusione di tecniche per il contenimento della Vespa velutina e della Vespa orientalis;
  • la qualità dei mieli monoflora e poliflora prodotti in aree a forte impatto agricolo;
  • i programmi di miglioramento genetico delle sottospecie autoctone.

Azione F.1 – Promozione e comunicazione:

  • iniziative informative e promozionali volte a sensibilizzare i consumatori sulla qualità dei prodotti dell’apicoltura;
  • valorizzazione dei prodotti a denominazione di origine e dei prodotti biologici;
  • organizzazione di eventi, seminari, convegni, concorsi e competizioni sulla qualità del miele;
  • realizzazione di valutazioni melissopalinologiche, organolettiche e chimico-fisiche;
  • campagne educative e di comunicazione;
  • produzione di materiali informativi;
  • progettazione e aggiornamento di siti internet promozionali o informativi;
  • organizzazione e partecipazione a fiere, manifestazioni ed esposizioni nazionali e internazionali.

Azione F.2 – Monitoraggio del mercato:

  • rilevazione e analisi dell’andamento del mercato nazionale dei prodotti dell’alveare;
  • studio dei costi di produzione;
  • analisi dei fattori di competitività delle imprese;
  • analisi dei canali di vendita;
  • monitoraggio della produttività degli alveari;
  • elaborazione e diffusione di dati utili alla programmazione del settore e all’attivazione di strumenti di copertura dei rischi derivanti dalle perdite di produzione.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda:

  • gli organismi specializzati nella ricerca in apicoltura, in possesso di un’esperienza continuativa di almeno 5 anni nel settore;
  • le forme associate del settore apistico dotate di adeguata rappresentatività;
  • le aggregazioni costituite da enti di ricerca e associazioni di settore, anche nella forma di Associazione Temporanea di Imprese.

Le organizzazioni di produttori apistici devono:

  • aver rappresentato, in almeno un anno del triennio 2023-2025, un volume di miele conferito superiore a 13.000 quintali;
  • essere operative nel settore apistico in più di 5 regioni.

Le altre forme associate devono:

  • rappresentare almeno il 13% del patrimonio apistico nazionale, calcolato sulla base degli alveari regolarmente denunciati dagli associati nell’Anagrafe apistica per il 2025;
  • essere operative nel settore apistico in più di 5 regioni.

Uno stesso soggetto, sia come proponente individuale sia come capofila o componente di un’aggregazione, non può partecipare a più progetti riferiti alla medesima azione. In caso di partecipazione multipla sarà considerata esclusivamente la prima domanda presentata in ordine cronologico.

I richiedenti devono inoltre:

  • non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione coatta o concordato preventivo;
  • essere in regola con gli obblighi fiscali e contributivi;
  • non aver commesso gravi violazioni in materia di sicurezza e rapporti di lavoro;
  • non essere soggetti a cause di divieto, decadenza o sospensione previste dalla normativa antimafia;
  • non aver commesso gravi negligenze o errori nell’esecuzione di attività affidate dalla Pubblica Amministrazione.

Entità del contributo

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 2.500.000 Euro.

Le risorse pubbliche sono finanziate per il 30% dal FEAGA e per il restante 70% dal Fondo di rotazione nazionale.

La dotazione è così ripartita:

  • 187.500 Euro per l’Azione A.1 – Formazione, aggiornamento e scambio delle migliori pratiche;
  • 375.000 Euro per l’Azione A.2 – Assistenza tecnica e consulenza;
  • 900.000 Euro per l’Intervento E – Programmi di ricerca;
  • 675.000 Euro per l’Azione F.1 – Promozione e comunicazione;
  • 362.500 Euro per l’Azione F.2 – Monitoraggio del mercato.

Il contributo pubblico può coprire:

  • il 100% delle spese ammissibili per l’Azione A.1;
  • il 90% delle spese ammissibili per l’Azione A.2;
  • il 100% delle spese ammissibili per l’Intervento E;
  • il 100% delle spese ammissibili per le Azioni F.1 e F.2.

Il bando non stabilisce un contributo minimo o massimo uniforme per ciascun progetto. L’importo assegnato dipende dall’azione proposta, dal finanziamento richiesto, dal punteggio conseguito e dalle risorse disponibili.

Qualora per una determinata azione risulti idoneo un solo progetto, a questo può essere assegnato l’intero importo disponibile, nei limiti del finanziamento richiesto.

In presenza di più progetti idonei nell’ambito della stessa azione, le risorse sono ripartite:

  • per il 60%, proporzionalmente al punteggio attribuito alla qualità della proposta progettuale;
  • per il restante 40%, proporzionalmente al punteggio relativo alla rappresentatività del soggetto proponente.

Per accedere al finanziamento, il progetto deve ottenere almeno 60 punti.

La valutazione considera la coerenza con gli obiettivi strategici del MASAF, la chiarezza delle attività, la definizione degli obiettivi e degli indicatori, la rilevanza dell’intervento per il comparto, la qualità delle risorse impiegate e la congruità delle spese.

Le spese devono essere sostenute entro il 30 giugno 2027. La domanda di pagamento, comprensiva della rendicontazione, deve essere presentata entro il 31 luglio 2027.

Il pagamento viene effettuato da AGEA mediante bonifico sul conto corrente indicato dal beneficiario.

Il progetto deve essere realizzato per almeno il 60% delle spese corrispondenti al finanziamento assegnato. In caso contrario, salvo comprovate cause di forza maggiore, il progetto è considerato non realizzato e decade integralmente dal finanziamento.

All’interno della stessa tipologia di intervento è consentita una rimodulazione tra le singole voci di spesa entro il limite massimo del 10% del finanziamento assegnato.

Link e Documenti

Pagina web per formulari e documenti

Bando

Si consiglia di consultare regolarmente il sito web ufficiale del bando per gli aggiornamenti e le informazioni addizionali.

Consigli degli esperti

Hai bisogno di maggiori informazioni? Contatta il seguente indirizzo e-mail: bandomiele2027@pec.masaf.gov.it.

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