Sicilia - Imprese acquicole: diversificazione del reddito tramite sviluppo di attività complementari

Scadenza: 8 agosto 2026
Archiviato

Programma/Ente di finanziamento

Regione Sicilia

Dotazione Complessiva
€ 750.000
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Bando scaduto
Livello difficoltà bando
Intermedio

Finalità

Il bando dà attuazione all’Azione 5 “Resilienza, sviluppo e transizione ambientale, economica e sociale del settore acquacoltura” del Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027.

L’intervento è finalizzato a rafforzare la competitività, la redditività e la resilienza delle imprese acquicole attraverso la diversificazione delle attività aziendali e la creazione di fonti di reddito complementari rispetto all’attività di acquacoltura prevalente.

La misura intende sostenere lo sviluppo, il potenziamento e l’adeguamento di attività imprenditoriali complementari che valorizzino:

  • le strutture, le attrezzature e le risorse dell’impresa acquicola;
  • gli ecosistemi acquatici e vallivi;
  • le tradizioni e gli aspetti culturali e sociali collegati all’acquacoltura;
  • l’ospitalità e la fruizione turistica;
  • le attività didattiche, ricreative, sportive e gastronomiche;
  • la conoscenza delle produzioni e delle attività acquicole.

Gli investimenti devono essere realizzati in sedi operative localizzate esclusivamente nel territorio della Regione Siciliana.

Chi può partecipare

Sono ammessi al finanziamento investimenti destinati alla diversificazione delle attività aziendali delle imprese acquicole mediante lo sviluppo di attività complementari che non riguardino direttamente la pesca, l’acquacoltura o l’innovazione produttiva.

Chi può partecipare:

Possono presentare domanda:

  • le micro, piccole e medie imprese del settore acquicolo;
  • le organizzazioni di produttori e le relative associazioni riconosciute ai sensi del Regolamento UE n. 1379/2013.

L’impresa acquicola deve risultare iscritta al Registro delle imprese della Camera di Commercio e deve avere sede legale o operativa nella Regione Siciliana.

Le imprese che abbiano fatto il primo ingresso nel settore acquicolo da meno di 12 mesi alla data di presentazione della domanda devono essere in possesso di partita IVA. Il certificato camerale attestante l’attività acquicola può essere prodotto dopo l’inserimento in graduatoria in posizione utile, ma deve essere acquisito prima dell’erogazione del contributo, compreso l’eventuale anticipo.

I nuovi operatori del settore acquicolo devono inoltre presentare:

  • un piano aziendale;
  • una relazione sulla commercializzazione e sull’esistenza di prospettive di mercato sostenibili;
  • per gli investimenti superiori a 50.000 Euro, uno studio di fattibilità comprendente una valutazione ambientale degli interventi.

I richiedenti devono:

  • applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, qualora utilizzino personale dipendente;
  • essere in regola con gli obblighi fiscali, contributivi e previdenziali;
  • non rientrare nelle cause di esclusione previste dalla normativa europea;
  • non trovarsi nelle condizioni di inammissibilità stabilite dal Regolamento UE n. 2021/1139;
  • non aver subito revoche di contributi nell’ambito del PO FEAMP 2014-2020 o del FEP 2007-2013 senza aver interamente restituito le somme dovute;
  • garantire che gli interventi non riducano le superfici dei siti Natura 2000;
  • mantenere i requisiti richiesti per tutta la durata dell’intervento.

Il bando non ammette la presentazione di progetti in partenariato. Le eventuali forme associative già costituite e dotate di propria personalità giuridica sono ammesse nel rispetto delle condizioni stabilite dal bando.

Le società, cooperative, consorzi e le altre forme associative devono dimostrare che le imprese partecipanti svolgono attività acquicola e risultano inquadrate nei codici ATECO 03.22.01 o 03.22.09, secondo le condizioni previste.

Uno stesso soggetto non può partecipare a più domande, direttamente o indirettamente, neppure attraverso raggruppamenti, società collegate o assumendo ruoli differenti. La violazione comporta l’esclusione di tutte le domande nelle quali sia accertata la presenza del medesimo soggetto.

Entità del contributo

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 750.000 Euro.

Il sostegno è concesso nella forma di contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa totale ammissibile.

Per ciascun beneficiario:

  • la spesa massima ammissibile è pari a 150.000 Euro;
  • il contributo massimo concedibile è pari a 75.000 Euro.

Il bando non stabilisce una spesa minima ammissibile.

Il beneficiario deve garantire con risorse proprie la copertura della quota di investimento non finanziata, pari ad almeno il 50% della spesa ammissibile, oltre alle eventuali spese non riconosciute ma necessarie alla piena funzionalità del progetto.

L’intervento non è soggetto alla disciplina europea ordinaria in materia di aiuti di Stato, in quanto rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 42 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Il cumulo con altri finanziamenti è consentito esclusivamente nel rispetto delle disposizioni applicabili e a condizione che la medesima spesa non sia dichiarata e finanziata nell’ambito di altri Fondi, Programmi o strumenti dell’Unione europea.

Il contributo può essere erogato mediante:

  • anticipo, in misura non superiore al 40% del contributo concesso, previa presentazione di una garanzia fideiussoria pari al 100% dell’anticipo richiesto;
  • stato di avanzamento lavori o acconto, richiedibile quando l’investimento abbia raggiunto almeno il 30% della spesa ammissibile, qualora non sia stato richiesto l’anticipo, oppure oltre il 50%, qualora l’anticipo sia già stato erogato;
  • saldo, a seguito della conclusione del progetto e della rendicontazione della spesa fino al 100%.

La somma dell’anticipo e degli eventuali acconti non può superare il 90% del contributo concesso.

La domanda di saldo deve essere presentata entro 60 giorni dalla scadenza del cronoprogramma o dalla conclusione dei lavori.

Qualora la domanda di saldo sia presentata con un ritardo non superiore a 30 giorni, viene applicata una riduzione pari al 3% del contributo dovuto. Un ritardo superiore a 30 giorni comporta l’avvio del procedimento di decadenza dal sostegno, salvo cause di forza maggiore o circostanze non imputabili al beneficiario.

Per essere ammesso al finanziamento, il progetto deve ottenere un punteggio minimo di 40 punti.

La valutazione tiene conto, tra gli altri elementi:

  • della presenza femminile e giovanile nell’impresa;
  • della dimensione dell’impresa;
  • del possesso della certificazione della parità di genere;
  • dell’esperienza nel campo dell’inclusione sociale;
  • della presenza di dipendenti con disabilità;
  • del possesso di certificazioni di acquacoltura biologica, sostenibile o ambientale;
  • dell’adesione a sistemi di ecogestione EMAS o a smart grid;
  • della coerenza con gli obiettivi del PN FEAMPA;
  • del livello di innovazione tecnologica e ambientale;
  • della capacità del progetto di favorire la diversificazione e la transizione verde.

A parità di punteggio, viene data priorità alla domanda presentata per prima in ordine cronologico e, successivamente, alla domanda sottoscritta dal rappresentante legale di minore età.

I beni e gli investimenti finanziati sono soggetti a un vincolo di destinazione e stabilità di 5 anni dalla data del pagamento finale.

Link e Documenti

Pagina web per formulari e documenti

Bando

Si consiglia di consultare regolarmente il sito web ufficiale del bando per gli aggiornamenti e le informazioni addizionali.

Consigli degli esperti

Hai bisogno di maggiori informazioni? Contatta il seguente indirizzo e-mail: servizio2.pesca@regione.sicilia.it.

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