Scadenza: 26 aprile 2022
Archiviato

Programma/Ente di finanziamento

Commissione Europa – Programma CERV (Cittadinanza, Uguaglianza, Diritti e Valori)

Dotazione Complessiva
€ 30.500.000
Finanziamento Massimo
€2.000.000
Finanziamento Minimo
€75.000
Co-finanziamento
90%
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Bando scaduto
Livello difficoltà bando
Difficile

Finalità

Il bando mira a:

  1. Prevenire e combattere a tutti i livelli ogni forma di violenza di genere contro le donne e le ragazze, la violenza domestica, promuovendo fra l’altro gli standard stabiliti dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul, 2011).
  2. Prevenire e combattere ogni forma di violenza contro i bambini, i giovani e altri gruppi a rischio, come gli LGBT e le persone con disabilità.
  3. Sostenere e proteggere tutte le persone che, direttamente o indirettamente, sono vittime delle forme di violenza indicate ai punti 1 e 2, quali le vittime di violenza domestica perpetrata all’interno della famiglia o delle relazioni intime, ivi inclusi i bambini rimasti orfani in seguito ai crimini domestici, sostenere e garantire livelli uniformi di protezione in seno all’Unione europea a favore delle vittime di violenza di genere.

Priorità

Il bando, che si articola in 5 priorità, intende sostenere progetti che contribuiscano a:

  1. integrare la prevenzione di varie forme di violenza di genere in contesti diversi, con un approccio di tipo sistemico (Priorità 1)
  2. affrontare le pratiche nocive nei confronti delle donne e delle ragazze (Priorità 2);
  3. prevenire la violenza di genere affrontandone le cause profonde (Priorità 3)
  4. sostenere e migliorare i sistemi di raccolta dati sulla violenza nei confronti dei bambini (Priorità 4)
  5. potenziare le risposte di prevenzione e sostegno ai bambini vittime di violenza rafforzando i sistemi di protezione sia a livello nazionale che locale (Priorità 5)

Interventi ammissibili

Priorità 1 – Progetti transnazionali su larga scala e di lungo periodo per affrontare la violenza di genere

In linea con la Strategia Europea per la parità di genere, questa priorità mira a favorire lo sviluppo di azioni su larga scala e capaci di generare cambiamenti strutturali di lungo periodo e di ampia portata geografica. In questo ambito saranno finanziati progetti transnazionali in una delle seguenti aree:

  • Violenza domestica: favorire una maggiore consapevolezza e aumentare l’accesso ai servizi di sostegno per le (potenziali) vittime di violenza, consolidando risposte di genere alla violenza domestica (incluse le vittime di violenza assistita), mediante azioni di capacity building e una maggiore cooperazione e coordinamento multidisciplinare tra gli attori rilevanti.
  • Pratiche violente: mutilazioni genitali femminili, sterilizzazione forzata, matrimoni forzati in età infantile, violenza basata sull’onore e altri atti dannosi perpetrati contro donne e ragazze.
  • Violenza virtuale contro donne e ragazze: cyber violenza tra cui incitamento alla violenza, stalking online, circolazione non consensuale di immagini a sfondo sessuale, ricatto sessuale sul web (“sextortion”), molestie online a sfondo sessuale o di genere, cyberbullismo, adescamento in ambienti digitali (“grooming”);
  • Violenza e molestie nel contesto di lavoro: misure volte a contrastare atti di violenza fisica e psicologica online e offline nei contesti professionali, prevenendo comportamenti non richiesti e incoraggiando lo sviluppo e la realizzazione di misure e meccanismi di sostegno per le vittime, nonché lo sviluppo di strumenti, linee-guida, attività di formazione.
  • Stereotipi di genere: interventi mirati a prevenire la violenza di genere affrontando pregiudizi e stereotipi di genere, in particolare quelli collegati a norme, atteggiamenti e comportamenti che favoriscono, condonano o minimizzano la violenza, e ad offrire a uomini e donne, ragazzi e ragazze, nella loro diversità, gli strumenti per contrastare la violenza attraverso programmi diempowerment.

Le proposte progettuali che rientrano in questa priorità dovrebbero essere presentate da partenariati che coinvolgano gli attori rilevanti nell’area di intervento prescelta e organizzazioni capaci di garantire un effetto moltiplicatore. Le attività progettuali, inoltre, dovrebbero essere realizzate in un vasto numero di Paesi, al fine di assicurare un’ampia copertura geografica alle iniziative.

Le proposte dovranno sviluppare programmi di intervento di lungo periodo, in grado di generare cambiamenti sostenibili e duratori nelle politiche, nelle attività, negli atteggiamenti e comportamenti degli attori convolti nei rispettivi settori (aziende, enti locali, scuole/università, strutture sanitarie, servizi umanitari, etc.). I progetti dovranno, quindi, realizzare attività mirate a raggiungere un cambiamento sistemico attraverso riforme strutturali, protocolli di intesa fra Stakeholder, miglioramento dei processi di lavoro, delle politiche e/o delle pratiche.

È importante sottolineare che i progetti dovranno includere un piano dettagliato di monitoraggio e valutazione, che consenta ai Partner di valutare l’impatto dell’intervento realizzato.

Criteri di eleggibilità

Per essere eleggibili, le proposte presentate nell’ambito della Priorità 1 devono soddisfare TUTTI i seguenti criteri:

  1. Il progetto deve essere transnazionale
  2. Il progetto deve essere presentato da almeno 2 organizzazioni (il Capofila e un Partner)
  3. Le organizzazioni a scopo di lucro possono partecipare solo in partenariato con enti pubblici o enti no-profit
  4. Il contributo richiesto per ciascun progetto non può essere inferiore a 1.000.000 Euro e superiore a 2.000.000 euro

I progetti che rientrano in questa priorità devono avere una durata compresa fra 24 e 36 mesi.

Priorità 2 – Combattere e prevenire pratiche nocive contro donne e ragazze

Questa priorità sostiene progetti che mirano a prevenire e contrastare la violenza che si manifesta attraverso pratiche violente nei confronti delle donne, i giovani e i minori, quali le mutilazioni genitali femminili, la sterilizzazione forzata, i matrimoni forzati in età infantile, la violenza basata sull’onore. Le proposte prevedono il rafforzamento dei servizi pubblici, misure di prevenzione e sostegno alle vittime, formazione professionale e accesso alla giustizia con un approccio incentrato sulla vittima. Le attività dovrebbero focalizzarsi sul cambiamento di atteggiamenti nelle comunità coinvolte da questi fenomeni, per esempio attraverso il dialogo, l’apprendimento reciproco, lo scambio di buone pratiche. Particolare attenzione deve essere rivolta al coinvolgimento attivo della comunità interessate mediante mirate azioni di sensibilizzazione, formazione e promozione del dialogo.  

Criteri di eleggibilità

Per essere eleggibili, le proposte presentate nell’ambito della Priorità 2 devono soddisfare TUTTI i seguenti criteri:

  1. Il progetto può essere sia nazionale che transnazionale
  2. Il progetto deve essere presentato da almeno 2 organizzazioni (il Capofila e un Partner)
  3. Le organizzazioni a scopo di lucro possono partecipare solo in partenariato con enti pubblici o enti no-profit
  4. Il contributo richiesto per ciascun progetto deve essere compreso fra75.000 euroe 1.000.000 euro

I progetti che rientrano in questa priorità devono avere una durata compresa fra 12 e 24 mesi.

Priorità 3 – Prevenzione primaria della violenza di genere

Il contributo richiesto per ciascun progetto deve essere compreso fra 75.000 euroe 1.000.000 euro

Questa priorità si focalizza soprattutto sulla prevenzione primaria, in particolar modo sul cambiamento delle norme sociali e dei comportamenti, al fine di contrastare la tolleranza nei confronti di ogni forma di violenza di genere. Obiettivo prioritario, infatti, è quello di affrontare i pregiudizi e gli stereotipi di genere che incoraggiano, condonano o minimizzano la violenza, e di offrire a uomini e donne, ragazze e ragazzi, gli strumenti per contrastare la violenza e programmi di intervento.

Il progetto può trattare qualsiasi forma di violenza in seno a questa priorità. E’ importante che la proposta spieghi con chiarezza quali norme sociali e quali stereotipi si intendono affrontare nel progetto e illustri in che modo le attività che scoraggiano questi atteggiamenti e comportamenti contribuiranno direttamente a prevenire la violenza di genere.

Criteri di eleggibilità

Per essere eleggibili, le proposte presentate nell’ambito della Priorità 3 devono soddisfare TUTTI i seguenti criteri:

  1. Il progetto può essere sia nazionale che transnazionale
  2. Il progetto deve essere presentato da almeno 2 organizzazioni (il Capofila e un Partner)
  3. Le organizzazioni a scopo di lucro possono partecipare solo in partenariato con enti pubblici o enti no-profit
  4. Il contributo richiesto per ciascun progetto deve essere compreso fra 75.000 euroe 1.000.000 euro

I progetti che rientrano in questa priorità devono avere una durata compresa fra 12 e 24 mesi.

Priorità 4 – Sostenere e migliorare la raccolta nazionale di dati sulla violenza conto i bambini

La raccolta dei dati relativi alla violenza contro i minori è frammentaria e si evidenziano molte lacune a tutti i livelli, rendendo la risposta al fenomeno molto più difficile.

Questa priorità intende sostenere interventi che favoriscano lo sviluppo di banche dati più sostenibili e complete (compresa la disaggregazione dei dati per genere) a livello locale e/o nazionale.

I progetti proposti nell’ambito di questa linea di intervento dovrebbero contribuire a una migliore comprensione del fenomeno della violenza e a meccanismi di raccolta dati più efficienti e robusti. Dovrebbero, inoltre, favorire cambiamenti sistemici che trasformino la conoscenza relativa alla portata della violenza contro i bambini a livello locale e/o nazionale in azioni concrete (migliore prevenzione, protezione e sostegno alle vittime).

È altamente consigliabile il coinvolgimento di autorità nazionali/locali responsabili delle raccolte dati e delle statistiche.

Criteri di eleggibilità

Per essere eleggibili, le proposte presentate nell’ambito della Priorità 4 devono soddisfare TUTTI i seguenti criteri:

  1. Il progetto può essere sia nazionale che transnazionale
  2. Il progetto deve essere presentato da almeno 2 organizzazioni (il Capofila e un Partner)
  3. Le organizzazioni a scopo di lucro possono partecipare solo in partenariato con enti pubblici o enti no-profit
  4. Il contributo richiesto per ciascun progetto non può essere inferiore a 75.000 euro

La durata del progetto deve essere compresa fra 12 e 24 e mesi.

Priorità 5 - Rafforzare le risposte di prevenzione e sostegno ai bambini vittime di violenza potenziando i sistemi di protezione dei minori a livello nazionale e/o locale

Una risposta efficace e compatta alla violenza contro i minori è possibile solo quando c’è coordinamento tra i diversi attori coinvolti. Troppo spesso, infatti, i servizi agiscono in compartimenti stagno e c’è scarsa comunicazione tra i servizi o una mancanza di follow-up nel lungo periodo. Le attività di prevenzione sono separate da quelle di protezione e sostegno alle vittime. L’obiettivo di questa priorità è quello di contribuire a cambiamenti sistemici a livello nazionale, creando meccanismi integrati di tutela per una più efficace prevenzione e protezione delle vittime.

Saranno accolti con particolare interesse quei progetti che si rivolgono a diversi gruppi di minori, compresi i bambini in condizioni di vulnerabilità e a rischio di essere vittime di violenza e discriminazione (migranti, bambini in cura, bambini LGBTQ, bambini con disabilità).

È altamente consigliabile il coinvolgimento di autorità nazionali e locali nel progetto.

Criteri di eleggibilità

Per essere eleggibili, le proposte presentate nell’ambito della Priorità 5 devono soddisfare TUTTI i seguenti criteri:

  1. Il progetto può essere sia nazionale che transnazionale
  2. Il progetto deve essere presentato da almeno 2 organizzazioni (il Capofila e un Partner)
  3. Le organizzazioni a scopo di lucro possono partecipare solo in partenariato con enti pubblici o enti no-profit
  4. Il contributo richiesto per ciascun progetto non può essere inferiore a 75.000 euro

La durata del progetto deve essere compresa fra 12 e 24 e mesi.

Azioni ammissibili

  • attività di sensibilizzazione e di empowerment nei confronti delle (potenziali) vittime
  • azioni di capacity building e formazione rivolte ai professionisti
  • ideazione, sviluppo e implementazione di protocolli, sviluppo di metodi e strumenti di lavoro, piattaforme e gruppi di coordinamento
  • ideazione di servizi e di misure per migliorare l’accesso ai servizi di sostegno alle vittime;
  • scambio di buone pratiche, apprendimento reciproco
  • mappatura delle banche dati esistenti (solo per la Priorità 4)
  • creazione e implementazione di strategie e sistemi di raccolta dati, inclusi sistemi di gestione dei casi (solo per la Priorità 4)
  • valutazione dell’andamento del fenomeno della violenza, raccolta dati e analisi dell’impatto delle politiche e delle risposte di prevenzione (solo per la Priorità 4)
  • attività di comunicazione e promozione volte a coordinare le risposte alla violenza sui bambini (solo per la Priorità 5)
  • interventi di capacity building e formazione rivolti ai professionisti, con particolare riguardo a specifici gruppi professionali che lavorano direttamente con i bambini (per esempio gli operatori sanitari, gli insegnanti) (solo per la Priorità 5).

Le proposte dovrebbero includere un’analisi di genere che valuti i diversi potenziali impatti del progetto e delle sue attività sulle donne e sugli uomini, sulle ragazze e sui ragazzi, tenendo contro delle specifiche differenze di genere e di età.

Chi può partecipare

Per essere eleggibili, i candidati devono essere Enti:

  • dotati personalità giuridica (pubblici o privati)
  • stabiliti in uno dei Paesi eleggibili:
  • Stati membri dell’UE, compresi i Paesi e i Territori d’Oltremare (PTOM)
  • Paesi Terzi, quali gli Stati aderenti al programma CERV o Paesi per i quali la richiesta di adesione è in corso di negoziazione, purché l’accordo entri in vigore prima della firma del Grant Agreement (lista degli Stati aderenti)

Entità del contributo

Le risorse finanziarie complessive ammontano a 30.500.000 euro, così ripartite fra le 5 Priorità:

Priorità 1: 12.000.000 euro

Priorità 2: 6.000.000 euro

Priorità 3:7.000.000 euro

Priorità 4: 3.000.000 euro

Priorità 5: 2.500.000 euro

Nell’ambito della Priorità 1 la richiesta di contributo per ciascun progetto deve essere compresa fra 1.000.000 euro e 2.000.000 euro.

Per le Priorità 2 e 3la sovvenzione richiesta deve essere compresa fra 75.000 euro e 1.000.000 euro.

Per le Priorità 4 e 5 il contributo richiesto per ciascun progetto non può essere inferiore a 75.000 euro.

Quota di cofinanziamento: 90%

Link e Documenti

Bando

Formulario (Template)

General Model Grant Agreement

Regolamento istitutivo del Programma Cittadini, Eguaglianza, Diritti e Valori (2021)

Programma di Lavoro CERV 2021-2022

Pagina web per formulari e documenti

CERV-2022-DAPHNE

Si consiglia di consultare regolarmente il sito web ufficiale del bando per gli aggiornamenti e le informazioni addizionali.

Consigli degli esperti

Il Partenariato

Il numero di organizzazioni che concorrono a formare un Partenariato è variabile e ogni bando normalmente indica il numero minimo di soggetti eleggibili. In questo caso, ad esempio, le proposte devono essere presentate da almeno due enti (il richiedente e un Partner). Nella composizione del Partenariato occorre distinguere tra i Beneficiariveri e propri (Capofila e Partner), che svolgono le attività “core” del progetto e partecipano alla gestione finanziaria in quanto destinatari del contributo economico, e i Partner associati, enti pubblici o privati che svolgono attività di supporto, per esempio azioni di comunicazione, sensibilizzazione e disseminazione dei risultati, ma non sono destinatari del contributo economico e non gestiscono quote di budget. In questo bando è altamente consigliabile chiedere il supporto, attraverso una lettera di adesione, a una o più autorità pubbliche nazionali, regionali o locali (per esempio ministeri, osservatori, etc.) che favoriscano un maggiore impatto del progetto e un più ampio coinvolgimento dei gruppi target. La lettera di supporto firmata dall’autorità pubblica dovrà essere allegata alla proposta progettuale e sarà valutata sulla base del criterio della Qualità.

Cosa sono gli outcome e come si misurano?

Nella proposta progettuale è importante descrivere in modo puntuale i risultati (outcomes) che ci aspettiamo di ottenere attraverso il nostro progetto e definire specifici criteri di misurazione. Gli outcomes del progetto identificano gli impatti, i cambiamenti nelle attitudini e nei comportamenti dei destinatari (diretti e indiretti) che il nostro progetto mira a produrre e non vanno confusi con gli output (per esempio, il numero di workshop attivati durante il progetto o il numero di persone raggiunte). Se, ad esempio, l’obiettivo del progetto è di modificare le attitudini di un determinato gruppo di professionisti, il progetto non dovrebbe limitarsi a indicare quanti professionisti hanno partecipato al corso di formazione, ma dovrebbe misurare il cambiamento nelle attitudini del gruppo target “prima” e “dopo” la formazione, attraverso questionari, focus group, interviste, etc. Consigliamo di leggere con attenzione le indicazioni fornite nel bando riguardo l’applicazione di principi e strumenti metodologici ispirati alle teorie behavioriste (comportamentiste), sia nella fase di stesura del progetto che in quella di esecuzione (cfr. pagg. 14-16 del bando).

Vincoli economici: quanti progetti?

Quasi tutti i bandi definiscono in modo chiaro l’ammontare complessivo delle risorse economiche disponibili. Questo dato assume una rilevanza cruciale se associato a un altro dato: la quota massima richiedibile per ogni singolo progetto. Nella quasi totalità dei casi il bando prevede una cifra massima richiedibile e quindi finanziabile per il progetto (“fino a….”). La cifra totale a disposizione divisa per la quota massima del contributo per ogni progetto ci permette di capire quanti progetti potrebbero essere finanziati. Facciamo un esempio pratico: la priorità 1 del bando mette a disposizione €12.000.000 e il contributo richiesto per ciascun progetto deve essere compreso fra 1 e 2 milioni di euro. Questo significa che potranno essere finanziati da 6 a 12 progetti su questa linea di intervento.

Leggiamo i documenti di background!

Quando presentiamo un progetto prendiamoci del tempo per leggere con attenzione i documenti a corredo del Bando (report, linee-guida, Regolamenti, documenti strategici della Commissione europea). La lettura di questi documenti ci permette di avere una visione più chiara degli obiettivi strategici di lungo periodo della Commissione e ci consente di fare un’analisi puntuale e approfondita del contesto e dei fabbisogni in cui il nostro progetto intende intervenire. Ricordiamoci, infatti, che i bandi non nascono dal nulla, ma sono il frutto di una precisa programmazione politica ed economica. Raccomandiamo, quindi, di consultare non solamente i documenti strettamente collegati al bando, ma anche i materiali di approfondimento indicati nella bibliografia (pagg. 16-18).

Cosa fanno gli altri?

Consigliamo, infine, di consultare le banche dati dei progetti già finanziati nell’ambito dello stesso programma o di altri programmi di finanziamento. Questo ci consente di: i) sapere quale tipologia di progetti attività vengono finanziati nel nostro ambito di intervento; ii) prendere contatti con organizzazioni potenzialmente interessate a partecipare al nostro progetto; iii) costruire il nostro intervento su iniziative, risultati e strumenti già sviluppati da altri progetti e complementari al nostro (per es. piattaforme web, banche dati, toolkit e linee-guida, curricula formativi, etc.). Il  bando, infatti, ci chiede espressamente di indicare nella proposta i progetti (conclusi o in corso) che in qualche misura siano complementari al nostro e di descrivere quali forme di collaborazione e sinergie intendiamo sviluppare con loro. Un utile strumento di consultazione nella fase di stesura del progetto è il database dei progetti finanziati nell’ambito del programma Rights, Equality and Citizenship (2014-2020), oppure gli archivi di altri programmi di finanziamento come ad esempio il database di Erasmus+ o il Toolkit di Daphne (in fase di aggiornamento), che propone non solo le schede dei progetti finanziati ma anche materiali di approfondimento e un motore di ricerca per trovare le organizzazioni.

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