La Blue Economy può aiutare la ripresa economica in chiave green: nuovo rapporto europeo sull’economia del mare e dell’ambiente costiero

Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha pubblicato The EU Blue Economy Report 2020. La relazione riporta dati e risultati relativi ai settori economici dell’UE connessi agli oceani e all’ambiente costiero. Secondo quanto emerso i settori cosiddetti “blu” sono in grado di contribuire alla ripresa economica, spianando anche la strada al Green Deal europeo.

Stando a quanto emerso nel rapporto, in Europa l’economia blu sembrerebbe godere di buona salute: un fatturato di 750 miliardi di Euro e 5 milioni di addetti nel 2018 (+11,6% rispetto al 2017).

Queste le parole del Commissario europeo per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginius Sinkevičius: “L’energia rinnovabile e gli alimenti che traiamo dal mare, il turismo costiero e marittimo sostenibile, la bioeconomia blu e molte altre attività che costituiscono l’economia blu ci aiuteranno a uscire da questa crisi più forti, più sani, più resilienti e più sostenibili. Stiamo facendo tutto il possibile per attenuare l’impatto delle misure di confinamento e proteggere i posti di lavoro nell’economia blu e il benessere delle comunità costiere mantenendo nel contempo le nostre ambizioni ambientali.”

Il Rapporto affronta anche la dimensione ambientale della Blu Economy, evidenziando come importanti risultati siano stati raggiunti rispetto agli obiettivi di sostenibilità.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani e responsabile del Centro comune di ricerca (JRC), ha dichiarato: “Continuiamo a sostenere la crescita sostenibile nei settori marino e marittimo con la strategia dell’Unione europea per la crescita blu. La ricerca e l’innovazione sono pilastri fondamentali della risposta europea. Faremo in modo che la ricerca, l’innovazione e l’istruzione contribuiscano alla transizione verso un’economia blu europea. La relazione di oggi rientra in questo sostegno scientifico, fornisce informazioni preziose sulla performance economica delle attività marittime europee ed evidenzia i settori in cui è necessario agire in via prioritaria.

Pur non negando che alcuni comparti del settore, quali ad esempio il turismo costiero e marino e la pesca e l’acquacoltura, siano stai duramente colpiti dalla crisi conseguente al diffondersi del virus Covid19, è possibile affermare che l’economia blu, nel suo complesso, ha un enorme potenziale per contribuire con successo ad una ripresa economica verde.

Un settore sicuramente da tenere d’occhio, anche in vista della prossima programmazione europea.

L’UE sostiene infatti l’economia blu attraverso vari strumenti. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici ha investito oltre 1,4 miliardi di euro in progetti eolici offshore e ha offerto un sostegno sostanziale ad altri comparti dell’economia blu, tra cui lo sviluppo dei porti e il trasporto marittimo pulito.

Nel 2020 è stato istituito il nuovo fondo BlueInvest ed anche la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo sta finanziando una serie di progetti sull’economia blu.

La piattaforma BlueInvest e il Fondo europeo per gli investimenti hanno erogato sovvenzioni per 22 milioni di euro nel 2019 e 20 milioni di euro nel 2020 a imprenditori con idee innovative che hanno investito nel settore dell’economia blu.