Cos’è il Green Deal europeo?

La New Strategic Agenda 2019-2024 stabilisce, tra le priorità della nuova Commissione Europea in carica dal 1 dicembre 2019, la costruzione di un’Unione Europea a emissioni zero, verde, giusta e sostenibile.

Gli obiettivi principali sono:

  1. Iniziare il percorso verso una profonda trasformazione economica e sociale per raggiungere la completa neutralità climatica
  2. Diventare il motore trainante a livello globale verso un’economia verde
  3. Attuare un’efficace e sostenibile strategia di economia circolare
  4. Aumentare l’efficienza energetica e ridurre la dipendenza da fonti energetiche esterne

In risposta al grido di allarme lanciato da tanti giovani in Europa e alle tante catastrofi ambientali verificatesi nel mondo negli ultimi anni, la Commissione ha intrapreso un percorso strutturato verso la lotta ai cambiamenti climatici, identificati come la prima reale minaccia del nuovo millennio, puntando all’attuazione di un European Green Deal.

European Green Deal: di cosa si tratta

Il Green Deal è una nuova strategia per la crescita che, attraverso un processo partecipativo, unirà le azioni dei singoli cittadini, delle città e delle regioni e aiuterà le imprese a divenire leader globali nel campo delle tecnologie pulite, creando nuovi posti di lavoro e facilitando la transizione verso un’economia circolare e sostenibile per arrivare, infine, a raggiungere l’azzeramento totale delle emissioni entro il 2050.

Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario agire in tutti i settori della nostra economia:

  • Energia: decarbonizzare il sistema energetico, dare priorità alle fonti rinnovabili e puntare su autosufficienza e digitalizzazione;
  • Infrastrutture: ristrutturare invece di costruire e promuovere gli investimenti nell’efficienza energetica degli edifici;
  • Industria: stimolare una politica industriale basata sull’economia circolare e sulla neutralità climatica;
  • Mobilità: progettare un sistema di mobilità sostenibile, riducendo le emissioni, aumentando la digitalizzazione e introducendo un sistema di tariffe per le diverse modalità di trasporto che riflettono l’impatto sull’ambiente;
  • Biodiversità: protezione degli ecosistemi europei, rendendo più verdi le città e attuando una strategia che limiti la deforestazione sia in Unione Europea che all’estero;
  • Produzione agricola: attuazione della strategia “dal produttore al consumatore”, assicurando l’alta qualità dei prodotti alimentari dell’Unione, eliminando la dipendenza da pesticidi e sviluppando metodi innovativi per la produzione agricola e peschiera.

 

Il primo milestone fissato per il raggiungimento della neutralità climatica è la riduzione del 50% delle emissioni (rispetto ai livelli del 1997), entro il 2030.

Seguendo il principio del no-one is left behind, la Commissione aprirà negoziazioni con gli Stati Membri e con tutti i paesi del vicinato e, attraverso una valutazione sugli impatti sociali, economici e climatici e sulle diverse capacità di ogni paese, si attiverà un meccanismo per il supporto finanziario delle regioni svantaggiate.

Il Green Deal prevede infatti l’avvio del Just Transition Fund

Questo fondo mira a sostenere quelle regioni dell’Unione Europea che sono più vulnerabili ed esposte agli effetti nocivi del cambiamento climatico, assistendole nel processo di adeguamento strutturale necessario per prevenire e rispondere in maniera efficace alle minacce ambientali.

Il Just Transition Fund si aggiungerà al contributo sostanziale degli investimenti derivanti dal Fondo di Sviluppo Regionale (FESR) e dal Fondo Sociale Europeo + (FSE+) e sarà in particolare destinato a quelle regioni e a quei settori che hanno maggiori difficoltà nella transizione verso un’economia libera dall’energia fossile e da processi industriali ad alta intensità di gas serra.

L’azzeramento delle emissioni è assicurato solo se tutti i paesi coinvolti si impegnano allo stesso modo, per questo verranno avviate collaborazioni con tutti i paesi partner dell’UE:

  • Collaborazione con gli Stati africani
  • Avvio del dialogo con i paesi del G20
  • Avvio di un Agenda Verde con i Balcani Occidentali
  • Avvio di partenariati in materia di ambiente con i paesi del vicinato orientale e del mediterraneo
  • Avvio di alleanze verdi con i paesi dell’ACP

Il tema del cambiamento climatico e della sostenibilità ambientale sarà, dunque, trasversale ad una vasta gamma di aree di intervento. La Commissione ha ambizioni molto alte giustificate dal massiccio stanziamento di risorse destinate a queste attività.

Il Multiannual Financial Framework 2021-2027 ha, infatti, stabilito che il 25% della spesa totale dell’Unione sarà destinata ad attività in materia climatica, corrispondente a 320 miliardi di Euro, per arrivare alla riduzione di emissioni del 50% entro il 2030 e alla completa neutralità climatica entro il 2050.