Pillole di progettazione - 
10 Maggio 2017

Bando Europa Creativa: spunti e consigli per progetti di cooperazione europea

Condividi su
bando-europa-creativa.jpeg
Il bando Europa Creativa per progetti di cooperazione europea è uno dei bandi più ambiti del programma europeo dedicato alla mobilità di opere e operatori culturali. Lo scorso 28 aprile l’EACEA ha pubblicato i risultati della call 2017. L’Italia, con ben 11 idee selezionate, è il Paese con il maggior numero di progetti su piccola scala finanziati in tutta Europa, seguita da Slovenia (7 progetti), Belgio, Spagna e Francia (6 progetti) e Germania (4 progetti), per un totale di 13 progetti aggiudicati, inclusi quelli di larga scala, con 46 organizzazioni culturali coinvolte tra capofila e partner. Davvero un ottimo risultato, precisamente il più alto d’Europa (Progetti di cooperazione europea - call 2017: online i risultati). Il bando Europa Creativa sulla cooperazione europea, nonostante tutto, continua a rappresentare una sfida fortemente competitiva, che offre l’opportunità a Enti pubblici e privati appartenenti ai CCS (Cultural and Creative sectors: architettura, archivi e biblioteche, artigianato artistico, beni culturali, design, festival, musica, arti dello spettacolo, editoria, radio e arti visive) di realizzare progetti sia su piccola scala (1 project leader + 2 partner partecipanti al programma) sia su larga scala (1 project leader + 5 partner partecipanti al programma). Proprio alla luce dei risultati ottenuti nell’ultima edizione, è utile prepararsi già in vista della pubblicazione del prossimo bando, atteso orientativamente per l’autunno. A fornirci interessanti spunti di riflessione e consigli è il Creative Europe Desk Italia, che lo scorso 19 aprile ha organizzato a Roma in collaborazione con Federculture un interessante infoday sul programma, dedicando ampio spazio ai progetti di cooperazione europea.  

Quali sono le priorità del bando Europa Creativa?

  • Mobilità transnazionale
  • Audience Development
  • Capacity building
  • Mobilità transanazionale… non significa solo scambio o gemellaggio tra Paesi!
La mobilità transnazionale di opere culturali e creative, artisti e operatori culturali e creativi è finalizzata a promuovere la cooperazione culturale, il dialogo interculturale, la comprensione della diversità culturale e l’inclusione sociale. Un progetto, per essere ritenuto valido, deve sviluppare una concreta strategia di mobilità transnazionale, che vada al di là del mero scambio o gemellaggio tra Paesi, valutata in base ai risultati che si intendono ottenere, ad esempio: capacity building agli operatori culturali coinvolti nel progetto per lavorare in un’ottica transnazionale; creazione e produzione; raggiungimento di nuovi pubblici; accesso a nuovi mercati; opportunità di lavoro per nuovi artisti; creazione di opportunità di networking; ampliamento delle competenze professionali e training.  

Cosa si intende per audience development?

Con l’espressione “audience development” si indica quel processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico e di miglioramento delle condizioni complessive di fruizione. Secondo la definizione dell’Arts Council of England, l’AD descrive attività che permettono di soddisfare i bisogni dei pubblici esistenti e potenziali, che aiutano le organizzazioni culturali a sviluppare relazioni durature con il pubblico. Può includere aspetti di marketing, programmazione, educazione, customer care e distribuzione. L’Audience agency, invece, definisce l’AD come l’approccio pianificato di un’intera organizzazione per estendere il raggio e la natura delle relazioni con il pubblico. Aiuta le organizzazioni culturali a raggiungere la propria mission, bilanciando scopi sociali, finanziari e ambizioni creative.  

Quali strategie bisogna adottare per raggiungere un nuovo pubblico?

  • analizziamo i diversi pubblici da raggiungere: centrali, occasionali, potenziali (open to persuasion ed excluded) e il non-pubblico (resistors, rejectors e hard to reach);
  • il pubblico deve essere considerato un interlocutore attivo da consultare o per lo meno coinvolgere nella pianificazione e creazione dell’offerta culturale (OMC Report 2012). L’offerta va adeguata ai bisogni del pubblico;
  • il digital può essere considerato un acceleratore dell’AD, ma da solo non è sufficiente. Il contenuto culturale e artistico resta pur sempre l’elemento chiave per sviluppare strategie di AD ed ampliare l’offerta culturale;
  • creiamo interesse attraverso l’educazione;
  • le pari opportunità di accesso alla cultura possono essere favorite tramite l’identificazione dei gruppi sottorappresentati e la costruzione di programmi e iniziative finalizzati ad aumentare la loro partecipazione, attraverso la rimozione delle barriere esistenti, siano esse tangibili (fisiche, economiche e geografiche) o intangibili (sociali, culturali, psicologiche, percettive)
 

Aiutare gli operatori culturali a sviluppare le loro competenze e a internazionalizzare le loro carriere. Come?

  • digitalizzazione
  • creazione di nuovi modelli di business culturale
  • istruzione e formazione
Alcuni esempi di “new business model”:
  • implementare le competenze degli operatori culturali nel management culturale
  • sviluppare e distribuire training specifici sul crowdfunding per il settore culturale attraverso workshop a livello internazionale
  • sviluppare piattaforme per artisti emergenti per produrre o distribuire le loro opere a livello europeo
  • creazione di incubatori culturali
  • Il capacity building deve essere finalizzato a migliorare le competenze degli operatori culturali e creativi, stimolando nuove opportunità professionali, tenendo sempre in considerazione la dimensione artistica e culturale (i contenuti).
 

Cosa vuole la Commissione europea? Progetti che:

  • facciano ricerca sull’audience development
  • applichino modelli di segmentazione del pubblico
  • favoriscano l’innovazione e il cambiamento (ripensare le industrie culturali e le istituzioni)
  • monitorino i progressi
  • offrano training per lo staff
  • prevedano figure specifiche sull’audience development nello staff
  • prevedano processi di co-creazione e co-produzione con una chiara strategia di audience development
  • promuovano la mobilità con forte strategia AD
  • prevedano il connubio AD - nuove tecnologie (innovazione)
  • prevedano il connubio capacity building - AD
  • prevedano l’accesso per categorie svantaggiate
 

Per maggiori approfondimenti sul prossimo bando Europa Creativa per progetti di cooperazione europea, ti invitiamo a consultare le guide, i consigli degli esperti e i casi di successo disponibili gratuitamente sulla piattaforma digitale Prodos Academy in Strumenti di progettazione.

 

Scopri il corso Fondi europei per cultura e creatività, rivolto agli operatori del settore, in cui si offre una panoramica sui finanziamenti dedicati alla cultura e dove vengono forniti consigli pratici e metodologici per la stesura dei progetti.

 

Leggi anche:

Imprese culturali e creative: varato dall’UE nuovo strumento di garanzia

Europa Creativa: 10 consigli pratici per partecipare al nuovo bando europeo per la cultura

Fondazione Cariplo: pubblicati i bandi 2018

 

Rimani aggiornato:Iscriviti alla nostra newsletter

 

La Redazione di Prodos Academy


Fonte: Creative Europe Desk Italia,"Progetti di cooperazione europea - call 2017: online i risultati" e Presentazione di Marzia Santone - Creative Europe Desk Italia tenutasi il 19 Aprile 2017 a Roma. Si precisa che l'unica fonte ufficiale sulla pubblicazione delle call nell'ambito del programma Europa Creativa, sotto-programma Cultura è il Creative Europe Desk Italia, cui si fa espressa menzione nel testo e a cui si rimanda per approfondimenti.    
Monitoraggio bandi 2.png