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10 Dicembre 2021

Giornata mondiale dei diritti umani | Progetto SERENY: prevenzione del radicalismo giovanile nelle carceri

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Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Questa data, riconosciuta appunto come giornata mondiale dei diritti umani, torna ad essere anche quest’anno spunto di riflessione per diffondere in tutto il mondo i valori di democrazia, diversità e tolleranza.

Princìpi riconosciuti e tutelati anche dall’Unione Europea nella nuova Programmazione 2021-2027 attraverso il Programma:

Progetto SERENY

In occasione di questa ricorrenza presentiamo il progetto SERENY (Strenghthening approaches for the prevention of youth radicalism in prison and probation settings) finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Justice di cui Prodos Consulting è partner.

Un progetto che mira a contribuire alla prevenzione e alla diminuzione del fenomeno della radicalizzazione nelle carceri europee tra i giovani adulti detenuti, nel rispetto dei loro diritti umani.

Condizioni inumane di detenzione, sovraffollamento e maltrattamenti sono fattori che possono contribuire all’incremento del fenomeno di radicalizzazione nel sistema penitenziario europeo.

La radicalizzazione e i comportamenti correlati trovano un fiorente campo di crescita nel carcere e nel sistema di libertà vigilata. In questo contesto, i giovani adulti detenuti (compresi in una fascia d’età che va dai 18 ai 29 anni) sono considerati soggetti vulnerabili e a rischio in quanto ancora nel processo di sviluppo della loro identità.

Obiettivi del progetto

In particolare, SERENY ha l’obiettivo di:

1. Promuovere l’adozione di programmi e pratiche di prevenzione della radicalizzazione giovanile basati sull’evidenza nei contesti di detenzione, nel rispetto delle leggi e degli standard internazionali, dell’UE e del Consiglio d’Europa sui diritti umani.

2. Fornire agli operatori interessati conoscenze e approfondimenti fondati su dati primari e studi qualitativi incentrati sulla persona, con il fine di accertare se e come alcune misure abbiano un impatto sull’evoluzione degli individui e li avvicinino o meno al fenomeno di radicalizzazione.

3. Rafforzare le sinergie tra il mondo accademico e i professionisti, le ONG dei diritti umani, gli amministratori penitenziari e gli attori chiave.