Pillole di progettazione - 
14 Gennaio 2021

L'Italia e la responsabilità sociale d'impresa

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In questa pillola, estratta dal corso “Responsabilità Sociale d’Impresa”, parleremo di come la RSI, un modello di sviluppo in continua evoluzione, stia gettando in Italia radici profonde.

 

Il nostro paese, infatti, contrariamente a quello che molti pensano, ha svolto un ruolo di primo piano in tutte le fasi del negoziato ONU per l’adozione dell’Agenda 2030 e degli SDG (Sustainable Development Goals), dimostrando una spiccata sensibilità rispetto al tema della tutela dell’ambiente e dei diritti umani.

 

Il primo passo: il Piano d’Azione Nazionale sulla RSI

Spesso le PMI italiane non conoscono o non utilizzano il termine "RSI", ma attraverso i loro stretti rapporti con i dipendenti, la comunità locale e i loro partner commerciali, hanno un approccio naturalmente responsabile. Per la maggior parte delle PMI, quindi, il processo attraverso il quale raggiungono i loro obiettivi di responsabilità sociale rimane informale e intuitivo.

 

Il Governo italiano ha sicuramente sostenuto questo tipo di approccio “istintivo” della nostra imprenditoria ed è stato il primo in Europa a presentare un Piano d’Azione Nazionale sulla RSI (16/04/2013).

 

Il documento è il frutto di una collaborazione fra Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico e di una consultazione pubblica che ha coinvolto tutti gli esperti del settore.

 

Il Piano d’Azione Nazionale sulla RSI evidenzia in più punti il ruolo che le aziende devono avere in un percorso di sviluppo responsabile e sostenibile e quanto una collaborazione col Terzo Settore sia importante e auspicabile.

 

Il secondo passo: il for profit può beneficiare dei fondi per la cooperazione internazionale 

Un secondo passo importante è stato inserire le PMI tra i beneficiari dei contributi previsti nella Legge dell’11 agosto 2014, n. 125 - Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo.

 

Oltre ai soggetti “storicamente” presenti nella lista delle organizzazioni che possono accedere ai contributi previsti dalla legge (amministrazioni dello Stato, università, enti pubblici, organizzazioni della società civile, enti no profit), per la prima volta si inseriscono i soggetti con finalità di lucro, qualora agiscano con modalità conformi ai princìpi della presente legge, aderiscano agli standard sulla responsabilità sociale e alle clausole ambientali, nonché rispettino le norme sui diritti umani per gli investimenti internazionali.

 

Il terzo passo: la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile

L’Italia ha anche approvato una Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile per l’attuazione dell'Agenda 2030, nella quale sono definite le linee direttrici delle politiche economiche, sociali e ambientali finalizzate a raggiungere gli SDG entro il 2030.

 

Il quarto passo: i BES

Infine, l’Italia dal 2017 è il primo paese dell’Unione Europea e del G7 a includere nella propria programmazione economica – oltre al Prodotto Interno Lordo (PIL) - indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES).

I BES sono degli indicatori che hanno lo scopo di valutare il progresso della società non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l'aspetto sociale e ambientale.

Con il decreto del MEF (16 ottobre 2017) sono stati individuati gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) che rappresentano una selezione tra i 130 indicatori contenuti nel "Rapporto BES" elaborato annualmente dall'ISTAT, raggruppati in 12 dimensioni (domini) del benessere considerate di maggior rilievo:

  • Salute
  • Istruzione e formazione
  • Lavoro e conciliazione tempi di vita
  • Benessere economico
  • Relazioni sociali
  • Politica e istituzioni
  • Sicurezza
  • Benessere soggettivo
  • Paesaggio e patrimonio culturale
  • Ambiente
  • Innovazione, ricerca e creatività
  • Qualità dei servizi

 

Sembra, quindi, che l’Italia stia lavorando molto per individuare modelli di sviluppo che mettano al centro il benessere dell’umanità, integrando questioni ambientali, economiche e sociali e creando opportunità di lavoro interessanti.

 

Per saperne di più:

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