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11 Ottobre 2022

Strumenti del progettista: i principi del Quadro Logico

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Di quali strumenti deve dotarsi un progettista per muoversi all'interno della grande macchina della progettazione? Il Quadro Logico è considerato l'elemento cardine di qualsiasi offerta tecnica o formulario di un progetto. È il primo passo del progettista impegnato nella delicata fase di scrittura.

È importante stabilire che il Quadro Logico non è la descrizione, ma l'impalcatura che serve poi per scrivere la proposta. In termini pratici, si tratta di una matrice formata da 4 colonne e 4 famiglie di righe che identifica e quantifica i 4 punti cardine di un progetto.

Obiettivo: coerenza e chiarezza progettuale

Come strumento del progettista, il Quadro Logico serve quindi a identificare e quantificare i mattoni di un progetto che sono essenzialmente tre: gli obiettivi che il progetto vuole raggiungere, i risultati che declinano gli obiettivi e le attività che servono a raggiungere i risultati.

Qual è quindi l'obiettivo del progettista che utilizza il Quadro Logico? La coerenza e la chiarezza progettuale. Se spesso le proposte rischiano, infatti, di essere confuse o poco realistiche, l'utilizzo del QL permette di avere una panoramica degli obiettivi, dei risultati e delle attività, muovendosi passo dopo passo verso un'unica direzione, facilitando in questo modo anche la valutazione dell'esito e dell'impatto.

I principi fondanti del Quadro Logico

Strumento fondamentale del project management, l'obiettivo del Quadro Logico è quindi risolvere le principali debolezze della progettazione: la mancanza di chiarezza e di obiettivi definiti, l’imprecisa definizione di ruoli e responsabilità nella gestione del progetto.

Riassumendo i principi fondanti, si potrebbe dire che:

● tramite il QL è possibile stabilire una relazione causa-effetto tra i mattoni del progetto definendo una gerarchia di priorità;

● è uno strumento di progettazione democratico: tutte le parti in causa conoscono gli obiettivi da raggiungere, i risultati e le attività;

● il maggiore vantaggio è la misurabilità: aiuta a rendere misurabili i risultati che si vogliono ottenere con il progetto;

● infine, il QL invita ad una modestia progettuale: vuol dire proporre attività e obiettivi specifici coerenti con le risorse finanziarie a disposizione. Per questo motivo ad un progettista è consigliato sempre calarsi nella zona geografica di riferimento e proporre risultati che siano all’altezza del budget.

La matrice del Quadro Logico: come si forma

Il QL è formato da 4 colonne e 4 famiglie di righe. La prima colonna (intervention logic) contiene, dall'alto verso il basso: obiettivo generale, obiettivo specifico, risultati attesi/output e attività; la seconda colonna, detta OVIs (objectively verifiable indicators) fornisce indicatori che quantificano rispettivamente gli obiettivi generali, gli obiettivi specifici e i risultati. La terza colonna, contiene le fonti, cioè le sorgenti dei dati utilizzati per descrivere degli OVIs, mentre la quarta contiene le assumptions, cioè le condizioni esterne al progetto per realizzare gli obiettivi e le attività previste.

Per quanto riguarda lerighe (che possono avere ognuna più di una sottoriga): la prima contiene l’obiettivo generale che il progetto vuole raggiungere, la seconda gli obiettivi specifici, la terza contiene i risultati/output; la quarta riga, infine, contiene i titoli delle attività implementate nel corso del progetto.