Casi di successo - 
21 Dicembre 2021

Progetto SERENY - Strengthening approaches for the prevention of the youth radicalisation in prison and probation settings Giustizia

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Ente finanziatore: Commissione Europea – Programma JUSTICE

Durata del progetto: 24 mesi

Nome del progetto: SERENY – STRENGTHENING APPROACHES FOR THE PREVENTION OF YOUTH RADICALISATION IN PRISON AND PROBATION SETTINGS

Capofila: UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELLA CAMPANIA LUIGI VANVITELLI- FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA

Partner:

  • UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PALERMO – FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA (Italia)
  • DANUBE UNIVERSITY KREMS – DIPARTIMENTO MIGRAZIONE E GLOBALIZZAZIONE (Austria)
  • UNIVERSITA’ DI BARCELLONA – OSPDH (Spagna)
  • AVOKATI I POPULLIT – OMBUDSMAN (Albania)
  • PRODOS CONSULTING (Italia)
  • THE PEACE INSTITUTE. INSTITUTE FOR CONTEMPORARY SOCIAL AND POLITICAL STUDIES (Slovenia)

ABSTRACT DI PROGETTO

Contesto

Condizioni inumane di detenzione, sovraffollamento e maltrattamenti sono fattori che possono contribuire all’incremento del fenomeno di radicalizzazione nel sistema penitenziario europeo. La radicalizzazione e i comportamenti correlati trovano un fiorente campo di crescita nel carcere e nel sistema di libertà vigilata. In questo contesto, i giovani adulti detenuti (fascia di età: 18-29 anni) sono considerati soggetti vulnerabili e a rischio di radicalizzazione in quanto ancora nel processo di sviluppo della loro identità.

Obiettivi

Il progetto SERENY ha il fine di contribuire alla prevenzione e alla diminuzione della radicalizzazione nelle carceri europee tra i giovani adulti detenuti nel rispetto dei loro diritti umani come garantito dalle leggi e dai regolamenti internazionali, dell’UE e del Consiglio d’Europa. In particolare, SERENY ha l’obiettivo di:

  1. Promuovere l’adozione di programmi e pratiche di prevenzione della radicalizzazione giovanile basati sull’evidenza nei contesti di detenzione, nel rispetto delle leggi e degli standard internazionali, dell’UE e del Consiglio d’Europa sui diritti umani;
  2. Fornire agli operatori interessati conoscenze e approfondimenti fondati su dati primari e studi qualitativi incentrati sulla persona, con il fine di accertare se e come alcune misure abbiano un impatto sull’evoluzione degli individui e li avvicinino o meno al fenomeno di radicalizzazione.
  3. Rafforzare le sinergie tra il mondo accademico e i professionisti, le ONG dei diritti umani, gli amministratori penitenziari e gli attori chiave.

Attività

Il progetto si fonda sulle seguenti attività principali:

  • Analisi. Raccolta di dati quantitativi qualitativi, analisi e valutazione dei quadri giuridici nazionali esistenti, approcci, interventi, programmi di formazione, relativi alla prevenzione della radicalizzazione nei contesti carcerari e di libertà vigilata, con particolare attenzione ai giovani adulti nel contesto europeo. Tale attività prevede la produzione e distribuzione di:
  • Manuale per aumentare la protezione dei diritti umani nelle carceri per quanto riguarda i giovani adulti vulnerabili e a rischio;
  • Manuale sui giovani adulti in detenzione per comprendere e affrontare i primi segnali di radicalizzazione;
  • Raccolta di casi di studio relativi a programmi di prevenzione e mitigazione dei rischi di radicalizzazione basati su una prospettiva di promozione dei diritti umani.
  • Diffusione e sensibilizzazione. Questa attività ha lo scopo di far conoscere i risultati del progetto a tutti i destinatari e agli attori chiave coinvolti nei programmi di prevenzione della radicalizzazione dei giovani adulti nelle carceri, assicurando un ampio impatto e visibilità dei risultati del progetto sia a livello nazionale che transnazionale.

Per stimolare la discussione sui temi del progetto anche da un punto di vista interdisciplinare si prevede l’organizzazione di workshop, tavole rotonde con esperti di diversi settori e una grande conferenza internazionale per presentare i risultati del progetto e permettere ai principali stakeholder e professionisti di discutere questioni tecniche e definire un terreno comune per una futura collaborazione.

Risultati attesi

  • Maggiore comprensione e conoscenza per gli amministratori e il personale delle carceri e della libertà vigilata, operatori in prima linea, di dati, fatti e cifre di programmi e interventi di prevenzione della radicalizzazione validi ed efficaci.
  • Maggiore comprensione della dimensione individuale dei processi di radicalizzazione affinché gli amministratori e il personale delle carceri e della libertà vigilata e gli operatori in prima linea possano individuarli tempestivamente e agire di conseguenza, promuovendo comportamenti positivi per i giovani vulnerabili/a rischio nelle strutture carcerarie.
  • Maggiore condivisione multidisciplinare e intersettoriale di idee, prospettive, esperienze e buone pratiche, contribuendo a un dialogo aperto sull’innovazione sociale in tutta Europa.
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